La storia

Il convento di San Giuliano, secondo la tradizione, fu edificato nel 1415 per opera di due frati umbri, Giovanni e Girolamo da Stroncone, con il sostegno del monaco aquilano fra Tommaso da Cascina e del facoltoso cittadino Nunzio da Fonte, appaltatore della Zecca e finanziatore della nuova fondazione. Sorse in posizione riparata lungo il versante sud-est del Monte Castelvecchio, in un luogo ricco di acque sorgive vicino alla città di L’Aquila, dalla quale dista circa 2 km in linea d’aria. San Giuliano fu il primo insediamento abruzzese dell’Osservanza, movimento di riforma sorto all’interno dell’Ordine francescano che, agli inizi del XV secolo, si diffuse in questa regione dalla vicina Umbria.

La fabbrica originaria si sviluppò addossata alla roccia e coincise con l’ancora visibile conventino quattrocentesco. Il Convento ottenne enorme lustro dalla presenza di figure di rilievo del francescanesimo Osservante: Giovanni da Capestrano, Bernardino da Siena, Giacomo della Marca. Altri celebri religiosi provenienti dal territorio aquilano abitarono il Convento: Timoteo da Monticchio, Filippo dall’Aquila, Bernardino da Fossa, Ambrogio da Pizzoli e il Beato Vincenzo dell’Aquila le cui spoglie sono ancora custodite a San Giuliano.

Già nel 1444 il Convento, ingranditosi di anno in anno, ospitava una numerosa comunità. La fabbrica si sviluppò probabilmente intorno a una già esistente chiesetta dedicata a San Giuliano Ospitaliere, la quale era ubicata nel luogo dove oggi è il vano che divide il chiostro maggiore da quello inferiore. Nel 1452 il «lochetto di San Giuliano», chiamato così da San Giovanni da Capestrano in uno dei suoi scritti, ospitò il Capitolo Generale dell’Osservanza Cismontana e vide la partecipazione di circa 1500 frati i quali, data la piccolezza del Convento, si accamparono nel bosco sotto tende e capanne. La scelta di San Giuliano per un evento di tale rilievo fu prova del prestigio acquisito dal convento in soli pochi decenni dalla fondazione. Durante il secolo successivo il complesso cenobitico iniziò a ingrandirsi. Grazie alle generose donazioni degli aquilani, furono edificati il chiostro e la chiesa. Nel 1593 il convento fu occupato dai Minori Riformati, ulteriore movimento di  riforma sorto in seno all’Osservanza francescana all’inizio del XVI secolo. San Giuliano divenne luogo di studio e di noviziato. Il 16 ottobre 1798 San Giuliano subì il saccheggio delle truppe francesi che sottrassero al convento beni di importante valore storico – artistico e trafugarono le spoglie del Beato Vincenzo, successivamente ricomposte. Nel 1866 il convento di San Giuliano fu requisito dallo Stato italiano e dismesso.  Dopo l’Unità il neonato Regno d’Italia soppresse numerosi ordini religiosi incamerandone i beni patrimoniali. Bisognava finanziare la dispendiosa guerra contro l’Austria, la terza guerra d’Indipendenza e l’anticlericalismo era pensiero dominante durante il Risorgimento.

Il Convento fu riaperto il 26 novembre 1878 e tornò a essere occupato dai frati grazie alla generosità di Francesco Rivera che riacquistò dal Demanio l’intero complesso donandolo nuovamente ai religiosi.

Nel corso del XX secolo il convento è diventato un importante centro di studi e di spiritualità, sede di attività molteplici, dalla Biblioteca al Museo di Scienze Naturali e Umane.