San Giovanni da Capestrano

Giovanni nacque a Capestrano, vicino all’Aquila, il 24 giugno 1386 da padre tedesco e da madre abruzzese, origini che, insieme al colore biondo dei suoi capelli, gli valsero l’appellativo di “Giantudesco” (Giovanni tedesco). Studente universitario a Perugia, si laureò in diritto civile e in diritto canonico, divenendo un giurista tanto esperto da essere nominato governatore della città.

Quando nel 1416 Braccio da Montone conquistò Perugia, Giovanni fu fatto prigioniero. In carcere maturò la sua conversione religiosa. Liberato su cauzione, entrò nel convento francescano Osservante di Monteripido e, dopo aver ottenuto l’annullamento del matrimonio, precedentemente contratto con una giovane di Capestrano, intraprese un’intensa attività di predicazione itinerante. Nel 1418 fu ordinato sacerdote e ricevette da papa Martino V la nomina di inquisitore. La sua attività inquisitoria fu rivolta in particolare contro gli ebrei, accusati di praticare il prestito a usura, e contro i Fraticelli, movimento dissidente nato in seno all’Ordine francescano all’inizio del Trecento e considerato eretico dalla Chiesa. A partire dal 1420, Giovanni sostò più volte all’Aquila, dimorando presso il convento di San Giuliano, costruito da poco, o più frequentemente in quello centrale di San Francesco a Palazzo e fornendo, con il suo prestigio, con la sua esperienza e con il suo esempio, un impulso decisivo all’affermazione della Vicaria Osservante nell’intera regione.  Entrato in intimità profonda con Bernardino da Siena, lo difese apertamente nel 1426, sostenendolo nel processo per eresia a cui il Santo senese dovette sottoporsi per il culto del Nome di Gesù. Adottò a proprio emblema il monogramma bernardiniano, portandolo come vessillo nelle sue missioni nell’Europa settentrionale e orientale, in Austria, in Baviera, in Polonia e in Boemia dove fu chiamato a fronteggiare la corrente eretica degli Ussiti. Nel 1456 Giovanni predicò la crociata in Ungheria, mentre l’esercito ottomano risaliva il Danubio. Nel luglio dello stesso anno, secondo tradizione, conquistò Belgrado ponendosi alla guida di un esercito di cinquemila uomini. Pochi mesi più tardi, il 23 ottobre, morì nel convento della città croata di Ilok. Nel 1690 fu canonizzato da papa Alessandro VIII.